
Dopo oltre tre mesi, riprendo la classifica dei 10 libri fantasy da me preferiti. Perché ho aspettato tutto questo tempo? Perché, qualche giorno dopo la pubblicazione della mia classifica personale dei 10 libri fantasy più belli, cominciava a girare in rete la voce che Michael Moorcock stava per vendere i diritti di Elric al cinema. È di questi giorni la notizia che la Universal ha in effetti acquistato il diritto a sfruttare Elric per il grande schermo con il bene placido del buon Michael. Ma perché, dico io? Avevi bisogno di soldi? Stai al verde e devi mantenere quattro mogli e otto figli? Certo, dopo "Il signore degli anelli", tutti noi amanti di certo genere letterario, già non stiamo più nella pelle e cominciamo a contare i giorni che mancano all'uscita del primo film della trilogia. Ma, d'altronde, sappiamo bene come vanno queste cose. Chi ci dice che il regista segui alla lettera l'andamento dei libri? O bisogna incazzarsi come per "Il ritorno del re"? Ai posteri l'ardua sentenza.
Comunque torniamo a noi e al motivo di questo post: il 2° posto dei più bei libri di fantasy. Si parlava della saga di Elric, cioè dei due libri "Elric di Melniboné" e "Elric il negromante" editi in Italia dalla gloriosa Editrice Nord sul finire degli anni settanta.
Ma chi è Elric? È un principe di un mondo decadente, albino, che riesce a vivere solo grazie a particolari droghe. Elric è innamorato di sua cugina Cymoril, ma è deriso da suo cugino Yyrkoon che non vede in lui un sovrano degno di Melniboné, degno dei grandi sovrani dell'Isola del Drago.
Da qui comincia l'epopea di questo principe che non esita a distruggere il suo mondo, di questo principe che, imbracciata la spada Stormbringer ("Tempestosa" nella versione italiana), la spada che sugge le anime di coloro che vengono trafitti e le rende al suo padrone, di questo principe che uccide l'amata Cymoril per colpa della sua spada, di questo principe che, alla fine, muore per colpa della stessa spada.
Questa saga è talmente avvincente, drammatica, esaltante, eroicamente fantastica che non basterebbero dieci pagine per raccontare la sua maestosità. È uno dei pochi libri fantasy che "finisce male" (al pari de "La spada spezzata") ed è forse proprio questo che lo rende unico e grande.
Se non lo avete mai letto... beh, è ora di iniziare... alla prossima!
Michael Moorcock




