martedì 26 febbraio 2008

lunedì 11 febbraio 2008

Sempre a proposito di ricordi...

Nei tempi di "USA FOR AFRICA" e "BAND AID", anche i musicisti metal fecero un pezzo le cui vendite andarono in beneficenza. Il pezzo si chiamava "Stars" e fu composto da Ronnie James Dio.
Molte "stars" dell'heavy metal contribuirono alla realizzazione, da Rob Halford a Yingwie Malmsteen, dai Quiet Riot al duo Murray/Smith degli Iron Maiden, e poi ancora Ted Nugent, Eric Bloom, Don Dokken, Geoff Tate, Dave Meniketti e tanti altri. Ho ritrovato il video: gustatevelo!

Mi sono intrippato...

...col pagan/viking/folk metal!












































































mercoledì 6 febbraio 2008

A proposito di letteratura fantasy... # 3

Al terzo posto della mia personale classifica dei migliori libri fantasy, ho messo una trilogia uscita negli anni ottanta: "Lyonesse" di Jack Vance. Tre libri, "Il giardino di Suldrun", "La perla verde" e "Madouc", uno di fila all'altro per un insieme di romanzi dedicati a questo mondo fatato che erano le isole Elder, situate in corrispodenza dell'odierno golfo di Biscaglia tra la Spagna e la Francia. Si tratta di una vera e propria galleria di figure bellissime in un mondo incredibile e fantastico: la sognante principessa Suldrun, il brutale re Casmir (suo padre), l'aitante Aillas, gli enigmatici Ska, i maghi Shimrod, Murgen e Tamurello, i bimbi scambiati Dhrun e Madouc, e tutta una serie di personaggi straordinari che potevano uscire solo dalla penna di questo fantastico novantenne (oltre settantenne al momento dell'uscita dei libri).
Il libro è troppo complesso e ricco di personaggi e di episodi drammatici per poterne descrivere la trama: la storia, intricata come non mai, è veloce, rapida, avvincente. Sequenze bellissime e raccapriccianti, bizzarre e stravaganti, piene dell'esotica eleganza tipica dei mondi di Vance.
Per chi è abituato a leggere Vance nei suoi romanzi di pura fantascienza, non ci metterà molto a riconoscere il suo stile anche in questa storia di pura fantasy.
Diverso sia da "Il signore degli anelli" che da "Elric" eppure altrettanto avvincente. Lo consiglio spassionatamente anche a chi non ama cimentarsi in escursioni fantastiche.












Il grande Jack Vance












lunedì 4 febbraio 2008

LE RECENSIONI DI "SENTINEL"



1983: esce un mini lp che comprende 4 pezzi, per una sconosciutissima label americana, la 206 rec. Il gruppo si chiama QUEENSR­YCHE. Nessuno avrebbe mai pensato che sarebbero, poi, diventati la vera rivelazione di quell'anno, il più grosso gruppo nuovo dopo l'avvento dei Manowar. Ad oltre un anno di distanza, esce il primo vero lp, stavolta per una grande casa, la Emi, "The warning". Gridare al miracolo sarebbe troppo, ma quest'album è il più bello uscito quest'anno, secondo solo a "Defenders of the faith" dei Judas Priest, e proietta i Queensryche nelle alte vette dell'olimpo metallico. Il long playing inzia con "Warning", la canzone più spiccatamente heavy metal, perché le altre 8 gemme, tralasciano il classico metal per scoprire nuovi orizzonti di questo genere che ogni volta ci stupisce sempre di più. in "En force" le influenze priestiane sono molto marcate, in particolare nel refrain, e non a casa è una delle migliori. segue la bellissima "Deliverance" e si sale subito ad alti livelli con "No sanctuary". "NM 156" è una track shockante, originale, con un testo alla Rush e chiude perfettamente il lato A e ti fa correre a girare il disco sul piatto per sbrigarti ad andare a sentire di che altro sono capaci costoro. Side B: "Take hold of the flame" a pre e... ti lascia senza parole. Segue "Before the storm" che già si va a catalogare tra i migliori pezzi del 1984; sfuma nell'ottima "Child of fire" che precede il capolavoro dell'album: "Roads to madness". Che dire di questa band esplosa di colpo, prendendo tutti in contropiede? Per noi sono attualmente i migliori e ciò vi basti!

QUEENSRYCHE

"QUEEN OF THE REICH"

from mini lp "Queensryche"

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