Ho cominciato a scrivere poesie nel lontano 1977, in pieno ricambio generazionale, in pieno riflusso. Da allora ne ho scritte oltre 300: d'attualità, romantiche, dedicate a mia moglie e amio figlio, a coloro che non ci sono più...
Ne vorrei postare qualcuna...
"Riflessioni di un momento squallido"
Sto aspettando l'inutile treno del destino,
ha un pazzesco ritardo,
noia e sonno stanno ormai sopraggiungendo.
È uno squallido momento
di un'esistenza forzata
voluta da qualcuno
che certamente non mi ama.
Sono sfinito,
ma ancora riesco a scrivere due parole
per alleviare questo tempo duro,
che adesso non scorre
veloce come sempre.
(1981)
"È la mia vita"
Quando mi addormento
cerco di fare sogni bellissimi,
e spesso ci riesco.
Poche volte mi è capitato
di avere incubi maledetti.
Cosa può significare tutto questo?
Eppure la mia vita è dura,
sempre in continua lotta contro tutto e tutti.
Cerco solo uno scopo
a questa mia vita,
una vita che sia degna
di essere vissuta.
Cerco solo di essere me stesso.
È difficile, lo so, ma tento
... e spesso ci riesco.
(1984)
"La scorsa notte"
La scorsa notte
ho dormito all'aperto
sotto gli alberi del fiume.
La scorsa notte
ho dormito all'aperto
sotto un tetto di stelle.
La scorsa notte
ho dormito all'aperto
coperto solo dal vento.
La scorsa notte
ho dormito all'aperto
per lasciare libera la mia anima.
(1987)
"L'eco d'una voce nel silenzio"
Nel buio più perduto
di una foresta senza nome,
va il mio corpo etereo
ad implorare misericordie.
Dentro macchie di non luce,
come vivi attimi d'essenzialità,
sgorga il mio sangue iniquo,
forza tra le forze supreme.
Strano scherzo di un tempo
che non prescinde dal mistero,
è la mia vita tormentata,
che libera e leggera vola
tra arcobaleni di piogge
mai sentite e mai obliate.
E nell'immutabile silenzio...
... l'eco d'una voce...
(2001)
"Incontri di menti"
Cade dal cielo una nuvola color porpora,
cade sul terreno ancora segnato dalla notte,
e sulla tua anima respirano momenti di angoscia
che corrono come antilopi in preda al terrore.
Sono talmente stupito da questo strano evento,
che non posso muovere nessun muscolo
per poterti aiutare ed allelleviare la tua pena.
È un incontro di menti questa nostra inquietudine,
e con la mente possiamo aiutarci, l'un l'altro;
messaggi che giungono da un aldilà ancora assopito.
È breve il contatto che riusciamo a concepire,
ma grande come è grande il nostro pensiero,
che ci unisce in una miriade di mani
protese a confondere gli sguardi degli altri,
quegli altri che non possono obliare
questa congiunzione tra mente e corpo.
E intenti a percepire i nostri occulti messaggi,
ci scopriamo veramente unici tra la mediocrità.
(2002)
"Leggendo Bukowski sulla tazza del cesso"
A veder quella matrona agitare le tette
grosse come cocomeri americani,
come se stesse preparando un cocktail alla moda,
e con il culo che sembrava un'enorme poltrona di pelle,
mi sono talmente cadute le braccia che forza più non ho,
neanche per bere un bicchiere d'acqua minerale non gasata
per ingoiare quel maledetto pezzo di pollo
che è rimasto in bilico tra l'esofago e la trachea!
Poi venne il clown a pulire il lerciume dalle mie orecchie,
e non ebbi neanche un motivo valido
per lagnarmi col padrone dell'hotel.
Sentii dire da quel pettegolo del lift dell'albergo,
che la miss, che tutti hanno voglia di prendere a calci,
non si è presentata alla gara per un brufolino che,
all'improvviso come una tempesta estiva,
le era spuntato chissà come sotto l'occhio destro.
E pensare che la matrona del bar accanto,
aveva tutte le carte in regola per portarmi a letto,
ma sono stato travisato
o sono state travisate le mie parole uscite di getto:
avevo solo bisogno di un bagno caldo
per togliermi la polvere secca del deserto degli scorpioni gialli.
Probabilmente nessuno ha creduto che, per la fame,
mi fossi davvero mangiato quegli scorpioni color piscio di cane,
ma se lo dico io, è la paura e sacrosanta verità.
E continuerò a cercare qualcuno degno del mio sguardo!
(2004)


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